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Marzo,2018 By : Francesca N.

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio beneficiano di importanti agevolazioni fiscali, sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali.
La più conosciuta tra queste agevolazioni è sicuramente quella che consiste in una detrazione (in 10 anni) dall’imposta Irpef del 50% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. Agevolazione di cui sarà possibile usufruire fino al 31 dicembre 2018, salvo ulteriori proroghe.
Dal 2018, tuttavia, è stata introdotto un ulteriore nuovo adempimento, che prevede l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.
Altre significative agevolazioni, inoltre, sono state introdotte negli anni scorsi.
Tra queste, per esempio, la possibilità di pagare l’Iva in misura ridotta e quella di portare in detrazione gli interessi passivi pagati sui mutui stipulati per ristrutturare l’abitazione principale. E ancora, le detrazioni per la realizzazione o l’acquisto di posti auto.

Con questo articolo intendiamo fornirti, nel caso in cui i lavori riguardano la tua abitazione (singola unità immobiliare), indicazioni utili per richiedere correttamente il beneficio fiscale della detrazione IRPEF, illustrandotene brevemente modalità e adempimenti.
Nel caso invece l'intervento debba essere realizzato su parti comuni di edifici condominiali, ti invitiamo ad attendere la pubblicazione del prossimo articolo o a contattarci.

Ti invitiamo, inoltre, prima di qualsiasi intervento edilizio, a verificare sempre le nostre informazioni contattandoci direttamente, o rivolgendoti al tuo tecnico (ingegnere, geometra o architetto).

Posso usufruire della DETRAZIONE IRPEF per i lavori effettuati sulla mia ABITAZIONE?

I lavori sulle singole unità immobiliari per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono la ristrutturazione edilizia, la manutenzione straordinaria e il restauro e il risanamento conservativo. Ti ricordiamo che non sono ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di manutenzione ordinaria (spettanti solo per i lavori condominiali). La detrazione sarà pari al 50% delle spese sostenute (da dimostrarsi con le ricevute dei bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2018, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, da ripartirsi in 10 anni.
L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi, e che ne sostengono le relative spese (es. locatari o comodatari, nudi proprietari, familiari conviventi etc.).
Nel caso di due comproprietari di un immobile, se la fattura e il bonifico sono intestati a uno solo di essi, ma le spese di ristrutturazione sono state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non è stato indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta.
Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Riguardo agli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio della detrazione fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, tra l’altro, che:

1. per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”;
2. se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova costruzione”.

Quali altre spese posso portare in DETRAZIONE?

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche:

1. le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
2. le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
3. le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
4. le spese per l’acquisto dei materiali;
5. il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
6. le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
7. l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori;
8. gli oneri di urbanizzazione;
9. gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Non si possono invece detrarre le spese di trasloco e di custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

Quali regole devo rispettare per ottenere la detrazione IRPEF sui lavori di casa?

Negli ultimi anni gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sono stati semplificati e ridotti. È sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

COMUNICAZIONE ALL’ENEA

Per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi, la legge di bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.

COMUNICAZIONE ALL’AZIENDA SANITARIA LOCALE

Deve essere inviata all’Azienda sanitaria locale competente per territorio una comunicazione (con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione) con le seguenti informazioni:

1. generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi;
2. natura dell’intervento da realizzare;
3. dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione;
4. data di inizio dell’intervento di recupero.

La comunicazione preliminare all’Asl non va fatta in tutti i casi in cui i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono tale obbligo.

COME EFFETTUO I MIEI PAGAMENTI?

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:

1. causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986);
2. codice fiscale del beneficiario della detrazione;
3. codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio.

Nel prossimo articolo parleremo di detrazione IRPEF per la ristrutturazioni di parti comuni di edifici condominiali, e delle altre agevolazioni fiscali: ALIQUOTA IVA AGEVOLATA e AGEVOLAZIONI PER L’ACQUISTO E LA COSTRUZIONE DI BOX E POSTI AUTO. Continua a seguirci anche sulla nostra pagina .


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